Ci troviamo nella Catena Orientale del Gran Sasso, dominata dal suggestivo Sentiero del Centenario, un itinerario di circa 20 km che si sviluppa su terreno prevalentemente alpinistico. Il percorso collega e raggruppa le principali vette del settore meridionale-orientale del massiccio, offrendo un’esperienza di grande impegno e spettacolarità.
La nostra destinazione è la Via Cieri, itinerario alpinistico CAI diff. EEA n. 255 C, che conduce alla vetta del Monte Infornace (2.469 m). Si tratta di una salita di carattere estivo, che rappresenta l’accesso classico alla cima.
Il punto di partenza dell’itinerario si trova lungo la strada che taglia Campo Imperatore (mt. 1.716), presso uno slargo situato in prossimità di una ampia curva. Qui è posizionata la cartellonistica dedicata al celebre film Continuavano a chiamarlo Trinitàtà con Bud Spencer e Terence Hill, che rievoca l’iconica scena della 'pentola di fagioli'.

Dal punto di parcheggio si attraversa lungamente la piana ai piedi del Monte Veticoso, quindi si aggirano le pendici della montagna fino a raggiungere e lasciare alle spalle un fontanile e un vecchio stazzo abbandonato.

Si entra poi ne La Canala, che va attraversata per portarsi sul lato opposto, dove sono ben visibili gli argini in cemento.
Proseguendo lungo gli argini si incontra un manufatto di captazione dell’acqua: poco oltre si trova l’attacco della Via Cieri.

Da questo punto è obbligatorio indossare il casco.

I passaggi sono prevalentemente di I e II grado, con brevi tratti più impegnativi ma sempre entro queste difficoltà.
Il tracciato si sviluppa su terreno in più punti instabile, caratterizzato da depositi di ghiaie e ghiaioni mobili; la roccia, spesso disgregata, va testata con attenzione prima dell’utilizzo come appiglio o appoggio.
Nonostante le difficoltà tecniche contenute, l’itinerario richiede costante vigilanza, passo sicuro e adeguata capacità di valutazione oggettiva delle condizioni del terreno e dell’ambiente circostante.

Un aspetto importante: la via nel tratto iniziale non è ben segnata.
I vecchi segni rosso-gialli sono ormai molto scoloriti e spesso poco visibili. È quindi consigliabile disporre di una traccia GPS e, soprattutto, saper leggere la logica della linea di salita, seguendo canalini, cenge e creste con criterio.

Nota di sicurezza: l’itinerario va affrontato esclusivamente in condizioni meteo stabili e favorevoli.
L’esposizione e i tratti di arrampicata lo rendono pericoloso in presenza di nebbia, pioggia o temporali. In particolare, durante i temporali il terreno, impregnato d’acqua, può destabilizzare il versante e provocare scariche di pietre e massi anche di grandi dimensioni.
Seguendo il fondo del canale si superano alcune brevi paretine rocciose, alternando passaggi agevoli ad altri che richiedono l’uso delle mani. Il percorso prosegue tra enormi massi, costoni secondari e slanciati pinnacoli.

Giunti in vetta al Monte Infornace (mt. 2.469) si apre un magnifico panorama, lo sguardo spazia a 360° fino al Mare Adriatico e offre uno scorcio magnifico sul Sentiero del Centenario.

Proseguendo verso Est, si segue la delicata linea di cresta che porta in vetta al Prena (mt. 2.561), già bel visibile dalla vetta dell'Infornace.
La traccia in questo tratto do cresta, con sviluppo lineare di circa 900 mt., scende leggermente per poi risalire decisamente su una linea logica e affascinante, ma che richiede sempre attenzione: al pari della salita appena compiuta, presenta diversi tratti di arrampicata su difficoltà contenute (I e II grado), mai banali e spesso in esposizione.
Il percorso è aereo e richiede concentrazione, passo fermo e assenza di vertigini.

Due passaggi più delicati del percorso sono attrezzati con corde fisse, che possono agevolare il superamento di brevi paretine di difficoltà fino al II grado; si consiglia comunque di utilizzarle con la dovuta prudenza.

Oltre la seconda corda fissa ha inizio l’avvicinamento alla vetta del Monte Prena. In questo tratto il sentiero alterna tratti di roccia compatta a zone di detriti e ghiaia, rendendo la progressione più impegnativa e faticosa.

Dalla cima lo sguardo abbraccia un panorama ampio e variegato: da un lato si distinguono chiaramente l’intera provincia di Teramo, con le colline che degradano dolcemente fino al profilo azzurro del mar Adriatico all’orizzonte; dall’altro si apre l’altopiano di Campo Imperatore, vasto e ondulato, incorniciato dalle vette circostanti.

Dalla vetta del Monte Prena la discesa si svolge lungo la Via Normale (segnaletica CAI n. 255 - ex sentiero n. 7), attraverso l’ampia conca settentrionale, in direzione del Vado di Ferruccio (2.233 m) e della Sella di Monte Camicia (mt. 2.270).
Il tratto iniziale del sentiero risulta delicato a causa della segnaletica scarsa e della risalita di un ripido canalino detritico, dove è necessario prestare particolare attenzione alla stabilità del terreno e al rischio di scaricare materiale verso valle.

Da qui dopo aver percorso ancora un tratto del Sentiero del Centenario, lo si abbandona per scendere con decisione attraverso lunghi traversi e facili passaggi su roccia, oltrepassando un punto panoramico sul nuovo Bivacco Piergiorgio Desiati (ex Bivacco Lubrano), a quota 1.815, riposizionato nel mese di novembre 2024.

L’itinerario di discesa si sviluppa in un ambiente silenzioso e quasi lunare, fino a ricondurre a Campo Imperatore e al parcheggio di partenza.
La nostra attrezzatura