Sabato 18 maggio abbiamo avuto il privilegio di partecipare alla 10ª edizione del Trail dei Monti Simbruini, un evento ormai consolidato nel panorama del trail running italiano.
Abbiamo scelto di cimentarci nel Medium Trail, una delle tre distanze disponibili:

FTMS – Fast Trail dei Monti Simbruini: 12 km con 580 m di dislivello positivo.
MTMS – Medium Trail dei Monti Simbruini: 24 km con 1.300 m di dislivello positivo.
LTMS – Long Trail dei Monti Simbruini: 47 km con 2.910 m di dislivello positivo.

Tre percorsi diversi, pensati per ogni livello di esperienza, ma accomunati da una cornice naturale mozzafiato.
Correre nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini significa immergersi in un paesaggio modellato dal tempo, tra faggete silenziose, crinali rocciosi, e soprattutto gli inconfondibili pianori carsici, distese erbose, ondulate e spesso punteggiate da doline carsiche.

Questi altopiani, tipici del territorio, donano al trail momenti di respiro tra le salite, offrendo allo sguardo una pace primordiale e spazi aperti che sembrano fuori dal tempo.

Durante il percorso del Medium Trail, abbiamo attraversato tratti splendidi di questo paesaggio carsico, alternando boschi fitti a praterie sospese, dove i passi diventavano più leggeri e l’anima più libera.
I circa 1.300 metri di dislivello positivo si fanno sentire. Le salite, soprattutto quella che porta verso Monte Autore e la salita verso il Monte Calvo, richiedono forza, concentrazione e determinazione.

Ma ogni sforzo è ripagato da paesaggi che parlano al cuore, e da quella tipica sensazione di conquista che solo la montagna sa dare.
Uno dei momenti più emozionanti del trail è stato senza dubbio il passaggio attraverso le Vedute del Monte Autore, una spettacolare balconata naturale a quota 1.765 metri.

Da qui, lo sguardo si apre sulla vallata del Simbrivio e sul maestoso susseguirsi di creste che formano l’ossatura dei Monti Simbruini e dei Monti Cantari.
Tra le vette che dominano l’orizzonte spicca il Monte Viglio (2.156 m), la cima più alta della Val d’Aniene.
Ma non è il solo: da questo punto si possono ammirare anche il Monte Scalambra, i Monti Affilani, i Monti Ruffi e i Prenestini, in una cornice che lascia senza parole.

Dopo aver raggiunto la vetta del Monte Autore (1.855 m) la sensazione di fatica si alleggerisce grazie al panorama che diventa ancora più ampio e maestoso: il Velino, il Sirente, fino al Corno Grande del Gran Sasso completano un quadro naturale che rappresenta uno degli scenari più suggestivi dell’intero Appennino centrale.

Correre in questo tratto è come galleggiare tra cielo e terra, e in un attimo la fatica si dissolve, lasciando spazio solo a un profondo senso di meraviglia.
Tra i protagonisti indiscussi del Trail dei Monti Simbruini c’è senza dubbio Monte Autore, con i suoi 1.855 metri di altezza.
È una vetta che domina silenziosa i paesaggi del parco e che, nonostante la salita impegnativa per raggiungerla, ricompensa ogni sforzo con un panorama impareggiabile.
La sua cresta, ampia e aperta, è ideale per la corsa in quota: si corre sospesi tra cielo e montagna, circondati da panorami che mutano ad ogni passo.

Dalla vetta, lo sguardo può spaziare su alcuni dei giganti dell’Appennino centrale, è un punto panoramico privilegiato, tra i più spettacolari di tutta la dorsale appenninica.
Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno e alla passione dell’ASD Trail Monti Simbruini, l’associazione che cura l’evento con attenzione e amore per il territorio.
Il balisaggio era preciso, impossibile sbagliare strada.
I ristori, completi e ben distribuiti, offrivano il necessario per recuperare senza perdere ritmo.
L’accoglienza, sia alla partenza che all’arrivo, è stata calorosa e perfettamente gestita.

Un dettaglio che racconta molto dello spirito del Trail dei Monti Simbruini è la scelta di consegnare a ogni finisher una medaglia in legno, semplice e bellissima.
Una scelta sostenibile, coerente con l’identità dell’evento, che si svolge in uno dei parchi naturali più preziosi del Lazio.
Questa medaglia, realizzata con materiali naturali, vuole essere un simbolo tangibile di rispetto per l’ambiente e un’alternativa ecologica alle tradizionali medaglie in metallo o plastica. Un piccolo gesto, ma carico di significato, che rafforza il legame tra sport e natura.
In occasione del trail, è stata anche promossa una bellissima iniziativa solidale, il Progetto Doppio Nodo, organizzato in collaborazione con Vegan Power Team e Baobab Experience.
I runner sono stati invitati a donare scarpe da running usate, purché lavate, in buone condizioni e legate tra loro con un doppio nodo.

Le calzature raccolte verranno poi distribuite direttamente in strada alle persone senza dimora della città di Roma, offrendo un gesto concreto di sostegno a chi vive in condizioni difficili.
Questa iniziativa dimostra come anche un evento sportivo possa diventare occasione per fare rete, creare valore e costruire cambiamento, dentro e fuori dal percorso di gara.
Il Trail dei Monti Simbruini è molto più di una gara: è un viaggio nella natura più autentica del Lazio, tra bellezza, sfida e silenzi che parlano. È un’esperienza da vivere almeno una volta… e da rifare ogni volta che se ne ha l’occasione.

Noi ci saremo anche l’anno prossimo. Ci vediamo nel 2026, tra i boschi, i crinali e i pianori dei Simbruini.
Per ulteriori informazioni su questa esperienza, non esitare a contattarci!
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