La Montagna Spaccata e la Grotta del Turco a Gaeta

La Riviera di Ulisse

La nostra giornata è iniziata a Gaeta, con Artù – il nostro inseparabile jack russell – che ci accompagnava scodinzolando, ma sempre in braccio: i cani infatti non possono entrare a visitare il sito, e solo grazie alla gentilezza delle persone che vi lavorano abbiamo potuto portarlo con noi, rigorosamente tenuto in braccio per tutta la visita.

La discesa alla Grotta del Turco

La Grotta del Turco è stata riaperta recentemente dopo lavori di manutenzione e messa in sicurezza. Per raggiungerla abbiamo percorso i quasi 300 gradini che scendono tra le rocce di Monte Orlando (alto 171 m s.l.m).

Il rumore del mare si faceva sempre più forte, e ogni svolta regalava un colpo d’occhio mozzafiato: la scalinata incastonata nella roccia, il blu intenso che si apriva sotto di noi, e quelle pareti verticali che sembravano scolpite dalla mano del tempo.

Arrivati in basso, l’impatto è stato travolgente: la grotta si apriva davanti a noi come una cattedrale naturale, con le onde che si infrangevano rimbombando tra le pareti.

Artù, incuriosito, osservava l’acqua agitata, mentre noi restavamo per qualche minuto in silenzio, rapiti dalla forza della natura.

La Grotta del Turco porta con sé secoli di storie e leggende, ed essere lì, dopo la sua recente riapertura, ci ha fatto sentire parte di un luogo speciale, restituito finalmente ai visitatori.

La Montagna Spaccata e il Santuario

Risalendo i gradini, ci siamo diretti verso un altro gioiello di Gaeta: la Montagna Spaccata, un’imponente fenditura che la tradizione vuole si sia aperta nel giorno della morte di Cristo.

Qui sorge il suggestivo Santuario della Santissima Trinità, costruito nel cuore della roccia già dall’XI secolo, che per secoli ha accolto papi, santi e pellegrini.

La leggenda racconta che questa fenditura si aprì nel giorno della morte di Cristo, e ancora oggi camminare tra quelle rocce sembra un’esperienza sospesa nel tempo.

Proprio qui sorge il Santuario della Santissima Trinità, eretto nell’XI secolo, che custodisce storie e memorie di santi, papi e pellegrini. Tra le pareti della fenditura si trova uno dei simboli più suggestivi del luogo: la celebre “Mano del Turco”.

La leggenda narra che un marinaio musulmano, scettico davanti al miracolo della montagna, poggiò la mano sulla roccia, che si fece morbida come cera e ne conservò per sempre l’impronta. Davanti a quella mano scolpita nel calcare, abbiamo provato la sensazione di toccare un confine tra storia, fede e mito.

Parco di Monte Orlando - sentieri panoramici e falesie da arrampicata

Il Parco Regionale di Monte Orlando ci ha accolti con la sua natura mediterranea, fatta di lecci, pini marittimi e profumi di timo e rosmarino. Abbiamo percorso i sentieri escursionistici, ben tracciati e accessibili, che conducono a punti panoramici mozzafiato sul Golfo di Gaeta.

Qui si cammina in tranquillità, immersi nella macchia e nella storia: dalle antiche fortificazioni borboniche fino al Mausoleo di Lucio Munazio Planco, ogni passo regala scoperte e vedute straordinarie.

Accanto a questa dimensione rilassata, Monte Orlando custodisce anche un volto più avventuroso, riservato agli arrampicatori esperti.

Sentiero delle Falesie – un percorso panoramico e selvaggio

Il Sentiero delle Falesie è uno dei percorsi più spettacolari del Parco Regionale Urbano di Monte Orlando, offrendo passeggiate panoramiche che si snodano lungo le imponenti pareti rocciose a picco sul mare

  • Percorso e ambientazione: Si tratta di un percorso misto tra sentiero sterrato e tratti più impervi, immerso in ambienti di macchia mediterranea che sfumano in punti aperti su vedute impressionanti del Mar Tirreno.

  • Condizioni e accessibilità: In alcuni tratti, il terreno è instabile e non protetto, per cui è bene procedere con cautela. Alcune zone sono chiuse al pubblico o segnate come non accessibili.

  • Itinerario consigliato: Il più lungo e coinvolgente parte dal Santuario della Santissima Trinità e scende fino al Mausoleo di Lucio Munazio Planco, passando per le polveriere borboniche: un percorso di circa 3,3 km e 1h e 50 di cammino

  • Varietà naturalistica: Il sentiero regala contesti boschivi e panorami rocciosi alternati: querceti, pini, arbusti mediterranei, e soprattutto scorci sensazionali sulla costa, spesso accompagnati dai rapaci che nidificano sulle falesie

Falesie a picco: terreno di vie "multipitch"

Monte Orlando non è solo trekking: le sue falesie verticali si prestano anche all’arrampicata tecnica, in particolare su vie multipitch, ovvero lunghe pareti dove si sale in più tiri.

  • Zone di arrampicata: Solo in alcune parti costiere (non gestite dall'ente parco) è possibile praticare arrampicata libera e sportiva nei periodi consentiti (1 agosto – 20 febbraio).

  • Diversità di difficoltà: Le vie di arrampicata sulle falesie di Monte Orlando presentano gradi che vanno dal 4c al 7c della scala francese: itinerari quindi adatti sia a chi ha esperienza intermedia, sia a chi cerca passaggi tecnici e molto impegnativi. Per questo il promontorio è considerato un banco di prova importante per arrampicatori italiani e stranieri.

  • Esperienze epiche: Una delle vie più note del Lazio, aperta da Riccardo Innocenti nel 2004, chiamata “Beatrice”. E' una multipitch di 160 mt. che si affaccia direttamente sul mare, con scenari così suggestivi da ricordare paesaggi da film.

  • Un pò di storia dell’arrampicata: L’area è stata frequentata da leggende dell’alpinismo come Patrick Berhault, Jim Bridwell, Gigi Mario, Sergio Martini e altri, che hanno tracciato molte delle prime vie tra gli anni ’50 e ’70.

Il Fascino di Sperlonga e i suoi scorci mediterranei

Dopo questa immersione nella storia e nella natura, la meta successiva è stata Sperlonga, uno dei borghi più belli d’Italia, arroccato su uno sperone roccioso a picco sul Tirreno, con spiagge di sabbia dorata e calette segrete tra le rocce.

Fondata in epoca romana e culla della splendida Villa Imperiale di Tiberio, Sperlonga ospita la famosa Grotta di Tiberio, decorata con sculture legate al mito di Ulisse. Un tempo era anche peschiera e luogo di vivere rupestri, oggi accoglie reperti straordinari tra cui la celebre statua di Polifemo.

Il borgo è un dedalo pittoresco di vicoli bianchi, piazzette animate, opere d’arte muraria e scorci romantici, tutti incorniciati da pareti naturali e il mare turchese sullo sfondo

Un Finale con Vista sul Circeo, Ischia e Oltre

Infine, il panorama che ti si è aperto su Monte Circeo, le isole Pontine (tra cui Ischia) e il Golfo di Gaeta è semplicemente indimenticabile.

Lungo la costa, si alternano lidi incantevoli, riserve marine e vedute amplissime: si narra che si possano scorgere dall’orizzonte del Circeo fino alle sagome di Vesuvio e le isole Pontine, tra colori vividi e ambienti tutelati che raccontano un paesaggio senza tempo.

Per ulteriori curiosità su questa esperienza non esitare a contattarci!

 

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