Anello del Monte Tarino da Campo Staffi

Un itinerario nel cuore del Parco dei Monti Simbruini

Parco Simbruini

La salita al Monte Tarino (1.961 m) è una delle escursioni più affascinanti dei Monti Simbruini, territorio protetto che rappresenta il cuore verde dell’Appennino laziale.

L’escursione ad anello da Campo Staffi, oltre a offrire panorami grandiosi, permette di immergersi completamente nella biodiversità del parco: faggete maestose, praterie carsiche, fioriture primaverili e viste a perdita d’occhio sulle cime del Velino-Sirente, dei Cantari e dello stesso gruppo dei Simbruini.

L’area protetta, che si estende tra Lazio e Abruzzo, è un mosaico di ecosistemi in equilibrio perfetto.

Durante il percorso non è raro incontrare caprioli, poiane, o ascoltare il tamburellare del picchio nero tra i faggi.

In primavera le radure si colorano di narcisi, orchidee selvatiche e asfodeli, un tripudio di colori che rende la camminata un’esperienza sensoriale completa.

La salita al Monte Tarino

L’itinerario parte da Campo Staffi (1791 m s.l.m.), proprio al termine della strada asfaltata.

Si imbocca il sentiero 651, che scende dolcemente tra i faggi fino al Passo di Monna della Forcina (1580 m).

Da qui si inizia a salire nel bosco, alternando brevi tratti pianeggianti a saliscendi che portano progressivamente verso la cresta.

La parte finale è la più spettacolare: una cresta affilata ed esposta, da percorrere con passo sicuro e un po’ di attenzione, ma che regala panorami mozzafiato.

Dalla vetta del Monte Tarino, il panorama si apre a 360° su tutto l’Appennino centrale — una visuale che ripaga ogni sforzo.

Terza cima Parco Simbruini

Discesa tra valloni e altopiani carsici

La discesa richiede cautela per la presenza di alcune roccette, ma regala scorci unici sul versante selvaggio del Tarino.

Si attraversa un vallone solitario fino a incrociare un tratto del Sentiero Italia, che riconduce verso l’altopiano di Campo Ceraso (1560 m s.l.m.).

Quest’area carsica è tra le più suggestive del parco: disseminata di doline e inghiottitoi, ospita il Volubro di Campo Ceraso, piccolo invaso utilizzato per l’abbeveramento del bestiame, e il Rifugio Campo Ceraso, ora custodito e chiuso: per accedervi è consigliabile informarsi sul gruppo Facebook Amici di Filettino.

Dopo una pausa rigenerante, si risale dolcemente verso Campo Staffi, chiudendo così un percorso completo e vario, che alterna boschi, creste e altopiani erbosi.

Terzo tempo al Rifugio Viperella

Come ogni escursione che si rispetti, anche questa si è conclusa con il nostro ormai tradizionale “terzo tempo”. Rientrati a Campo Staffi, ci siamo fermati al Rifugio Viperella, dove Mauro ci ha accolti a braccia aperte con il sorriso di chi ama la montagna quanto noi.

Tra un tagliere e una birra fresca e racconti di sentieri, l’atmosfera si è fatta subito conviviale. Le piccole vetrate del rifugio permettevano ancora di scorgere la sagoma del Tarino al tramonto, illuminato da una luce dorata.

È stato il modo perfetto per chiudere una giornata immersa nella natura dei Simbruini, tra amicizia, fatica e meraviglia.

Un itinerario che racchiude tutto ciò che amiamo della montagna: il silenzio dei boschi, la bellezza selvaggia dei paesaggi e il piacere di condividerli davanti a un bicchiere di vino e a una risata sincera.

Consigli pratici – l’autunno nei Simbruini

L’autunno è probabilmente il periodo più suggestivo per affrontare questo itinerario.

Tra ottobre e inizio novembre, le faggete dei Simbruini si trasformano in un mare di colori caldi: gialli, arancio e rossi che rendono ogni tratto del sentiero un’esperienza quasi magica.

Camminare in questo periodo significa vivere la montagna con ritmi più lenti, nel pieno della quiete del parco, quando l’aria è frizzante e il bosco profuma di terra e foglie.

Consigli utili:

  • Indossa scarponi con buona aderenza: la cresta del Tarino e i tratti in discesa possono essere scivolosi.
  • Porta con te un pile e un guscio antivento: le temperature sopra i 1.800 m possono scendere rapidamente.
  • Non dimenticare acqua (non ci sono fonti lungo il percorso) e una mappa CAI aggiornata.
  • Evita i giorni di nebbia o vento forte: la cresta finale è esposta.
  • Per goderti appieno il foliage, scegli giornate limpide e soleggiate tra la seconda metà di ottobre e i primi di novembre.

Alta Via dei Simbruini

Se sei interessato a percorrere un trekking più lungo nel cuore dei Simbruini, dai un’occhiata al nostro reportage della Alta Via dei  Simbruini, articolata in tre giorni:

  • Prima tappa – da Cervara di Roma verso Campo dell’Osso

  • Seconda tappa – da Campo dell’Osso fino a Campo Staffi

  • Terza tappa – da Campo Staffi fino a Comprensorio Sciistico di Campocatino.

L’anello del Monte Tarino è una di quelle escursioni che rimangono nel cuore: tecnica il giusto, panoramica, immersa in un ambiente integro e selvaggio. In autunno, poi, assume un fascino particolare — quello delle faggete dorate e del silenzio che accompagna ogni passo.

Un itinerario che racconta la montagna come piace a noi: autentica, viva e condivisa.

Monte Tarino

Scheda tecnica – Anello del Monte Tarino (1961 m) da Campo Staffi

Dettagli
Campo Staffi - Monte Tarino

Località di partenza: Campo Staffi (Filettino – FR)
Meta: Monte Tarino (1961 m)
️Area: Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini
Tipologia itinerario: Anello
Lunghezza: circa 11 km
Dislivello in salita: 536 m
Dislivello in discesa: 539 m
Tempo di percorrenza: 4 h 30 – 5 h (soste escluse)
️Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti
Impegno fisico: moderato
Segnaletica: sentiero CAI 651 + tratti del Sentiero Italia
Punti acqua: assenti lungo il percorso
Periodo consigliato: primavera e autunno (foliage da metà ottobre a inizio novembre)
Equipaggiamento consigliato: scarponi da trekking con buona aderenza, bastoncini, pile, guscio antivento, acqua (minimo 1,5 L), mappa CAI e GPS

Traccia GPX: Campo Staffi - Monte Tarino

La nostra attrezzatura

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