Terzo ed ultimo giorno di questa piccola avventura. La tappa più lunga e fisicamente più impegnativa con il suo percorso unico, incredibile e variegato.
Partiamo molto presto dal Rifugio Viperella, dirigendoci velocemente verso i Colli Staffi a quota 1812 mt. e verso il Monte Viperella. Da qui ci incamminiamo seguendo le indicazioni del sentiero 651 AV3 che in circa un'ora, costeggiando un piccolo fosso in discesa all'interno del bosco, arriva direttamente al Valico Serra di Sant'Antonio (1608 mt.), posto al confine tra Lazio e Abruzzo.

Una piccola annotazione: per chi volesse effettuare un'escursione in giornata al Monte Viglio (2156 mt.) partendo dal Valico di Serra Sant'Antonio, segnaliamo che ad oggi la strada che sale da Capistrello è ancora chiusa al traffico in quanto soggetta a frane, consigliamo pertanto di arrivare al Valico passando per il paese di Filettino.
Dal Valico di Serra Sant'Antonio imbocchiamo un'ampia strada forestale delimitata da splendidi faggi (località Insuglietta) che in leggera ma costante salita conduce alla Fonte della Moscosa, una sorgente di acqua perenne a quota 1600 mt. dove si trova anche un'area picnic e dove spesso è possibile incontrare mucche e cavalli al pascolo.
Seguendo le indicazioni poste sulla segnaletica orizzontale per il sentiero 651 dell' Alta Via 3 e del sentiero 696a, aggiriamo la fonte sulla destra in direzione del Monte Viglio (1 h. e 50), del Monte Crepacuore (4 h.) e della destinazione finale Campocatino (6 h. 00), una delle prime stazioni sciistiche nate sull’Appennino centro meridionale.

Scegliamo di percorrere il sentiero 696a che più avanti si ricongiunge al sentiero 651, in quanto offre uno splendido panorama verso il Monte Cotento e Campo Staffi.
Sempre in costante salita, percorrendo un sentiero ben segnato con vernice bianco-rossa usciamo dallo splendido bosco e finalmente il nostro sguardo si posa sui panorami di buona parte dell'Italia Centrale.
Lungo il cammino che si inerpica sulla suggestiva cresta dei Monti Cantari e che segna il confine tra quelli che un tempo erano il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, orientandoci verso la Cima più alta del gruppo montuoso, il Monte Viglio, e poi successivamente verso il Monte Pratiglio (1884 mt.), il panorama offerto è quello delle maggiori catene montuose dell'Appennino Centrale: il Gran Sasso, la Majella, il Velino, il territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ecc..
Superando una serie di saliscendi giungiamo ad un salto di roccia che scende verso un'ampia sella (2045 mt.) posta tra i Cantari e la caratteristica guglia de Il Gendarme del Viglio, una formazione rocciosa isolata che presenta brevi tratti di I grado di arrampicata.

Il sentiero 651 aggira sulla destra questo affascinante sperone roccioso tramite un lungo e ben visibile traverso che corre immediatamente sotto la cresta.
Arriviamo nuovamente in cresta lasciando il Gendarme alle nostre spalle ed intercettando di fronte a noi la magnifica cresta nord del Monte Viglio, che percorriamo sul filo fino all’ampia e panoramica cima dove sorge una grande croce in ferro (quota 2156 mt).
Inizia da qui un lungo e spettacolare sentiero di cresta, sempre aereo e panoramico, che dall'ampia cima del Monte Viglio passa per la boscosa cima del Monte Pratiglio (quota 1884 mt.) fino ad arrivare al Monte Femmina Morta (quota 1.720 mt) da dove, attraverso un ripido strappo finale, raggiungiamo la vetta del Monte Crepacuore a quota 1997 mt..
Dal Monte Crepacuore inizia l'ultimo tratto di questa selvaggia ed appagante esperienza, sempre accompagnati dagli spettacolari panorami dove lo sguardo spazia al di là delle profonde e verdissime valli, la Val Roveto e la Val Selvastrella, aprendosi sul Parco d'Abruzzo e la Majella.
In un continuo saliscendi passiamo per il Passo delle Ciavole e raggiungiamo la fresca Fonte del Pozzotello (a quota 1850 mt.).
Dopo una breve pausa ci incamminiamo seguendo la strada che salendo conduce fino quasi alla cima del Monte Vermicano e da qui, in costante discesa, arriviamo al termine del nostro viaggio a piedi, nel comprensorio sciistico di Campocatino.
Non ci sono mezzi pubblici che da Campocatino portano al paese di Guarcino, pertanto abbiamo chiesto ad un amico la cortesia di venirci a recuperare per poter rientrare a Roma.
Lunghezza: 17,8 km
Grado di Difficoltà: EE
Dislivello Complessivo: 940 mt.
Data escursione: 26/07/2021
Tipo di Percorso: Traversata