
Il 20 novembre 2020 abbiamo avuto l’occasione di pedalare lungo l’ex ferrovia Capranica – Civitavecchia, uno dei percorsi più affascinanti e selvaggi del Lazio.
Pubblicando oggi questo articolo, lo arricchiamo con aggiornamenti più recenti (fino al 2025), perché come spesso accade con i tracciati abbandonati, la natura si riprende i suoi spazi e ciò che era percorribile qualche anno fa può oggi risultare difficile o addirittura impraticabile.

pedalando lungo la ex ferrovia Capranica – Civitavecchia, ci si imbatte spesso nei ruderi delle stazioni e delle opere ferroviarie, ormai avvolti dall’edera e dai rampicanti. Sono presenze silenziose che scandiscono le tappe del percorso, ricordando la vocazione originaria di questa linea che un tempo collegava l’entroterra al mare.
Poco dopo, la traccia lambisce il Parco Regionale di Marturanum, cuore dell’antica civiltà etrusca, e il paesaggio diventa più selvaggio: lo sterrato lascia spazio a tratti sassosi, la carreggiata sprofonda tra paratie in cemento e infine ci si ritrova davanti alla prima galleria.
È un tunnel breve e non illuminato, con una canalina di scolo al centro: nulla di pericoloso, ma meglio affrontarlo con una frontale.
Qui la luce che si intravede all’uscita non è quella di un treno, ma l’inizio di una vera avventura.
Questa ex linea ferroviaria, chiusa negli anni ’60, si snoda per oltre 50 km tra Tuscia ed Etruria, attraversando paesaggi di grande fascino:
antiche stazioni ferroviarie in rovina (Barbarano, Blera, Civitella Cesi, Allumiere);
le Gole del Biedano, un canyon tufaceo ricco di case rupestri, dighe romane e mulini medievali;
il suggestivo ponte in ferro sul Mignone, che regala emozioni forti a chi soffre di vertigini;
lunghe e buie gallerie ferroviarie, alcune oltre un chilometro, dove le luci frontali sono indispensabili.
Il percorso segue un costante falsopiano in discesa verso il mare, senza vere salite, rendendolo adatto anche a bici gravel o MTB front.
Tuttavia, non va sottovalutato: la mancanza di manutenzione lo rende più un’avventura che una semplice ciclabile.

Già nel 2020 il tracciato presentava diversi sbarramenti in cemento da scavalcare e tratti allagati.
Negli anni successivi la situazione è peggiorata:
Vegetazione invadente: rovi e piante hanno trasformato lunghi tratti (soprattutto tra Capranica e Blera e dopo Civitella Cesi) in veri corridoi di spine.
Gallerie buie: fondo irregolare e canaline centrali di scolo. Senza luci frontali è impossibile passare.
Sbarramenti: muri alti fino a 2 metri, da scavalcare passando le bici a mano (consigliabile non essere soli).
Tratti fangosi/allagati: soprattutto dopo le gallerie lunghe e nella zona del Mignone.
Tratti interrotti: onte sul Mignone: dal giugno 2023 il ponte è stato definitivamente chiuso con cancellate saldate su entrambi i versanti. Non è più possibile scavalcarlo né passare con le bici. Questo rende il percorso interrotto in maniera definitiva, obbligando a deviazioni lunghe su strade asfaltate o, più realisticamente, a rinunciare al tratto completo della ex ferrovia.

Non affrontare il percorso da soli: in caso di difficoltà (muri, rovi, gallerie) è meglio essere almeno in due o tre.
Attrezzatura indispensabile:
luci potenti per le gallerie,
guanti robusti e abbigliamento lungo contro i rovi,
acqua e viveri (dopo Blera non si trovano punti di rifornimento),
una piccola lama o machete può rivelarsi utile per aprirsi un varco nei tratti più chiusi dalla vegetazione.
Periodo consigliato: evitare dopo piogge abbondanti, quando il percorso si trasforma in una palude.
Trasporto bici in treno: la combinazione FR3 (Roma – Viterbo) all’andata e FR5 (Civitavecchia – Roma) al ritorno resta la soluzione migliore.

Il tratto finale, dopo la stazione di Mole del Mignone, è ormai frammentato da proprietà private.
In alternativa si può:
seguire strade asfaltate verso il centro di Civitavecchia;
deviare verso le Terme della Ficoncella, godendosi un bagno caldo rigenerante prima di rientrare.

Questo articolo descrive la nostra esperienza del 2020 integrata con aggiornamenti fino al 2025.
L’ex ferrovia non è un percorso ufficiale né mantenuto da enti pubblici: ostacoli, frane, vegetazione o allagamenti possono modificare radicalmente la percorribilità da un giorno all’altro.
Chi decide di avventurarsi lo fa a proprio rischio e pericolo, assumendosi la piena responsabilità della propria sicurezza.
Pedalare sull’ex ferrovia Capranica – Civitavecchia è un viaggio unico nel tempo, tra archeologia industriale, paesaggi etruschi e natura selvaggia.
Non è una ciclabile per tutti, ma un’avventura da veri esploratori delle due ruote.

Se un giorno questo tracciato venisse sistemato e reso ciclabile come la Spoleto–Norcia, sarebbe una perla del cicloturismo italiano.
Fino ad allora, resta una sfida affascinante per chi ama l’off-road e non teme imprevisti.
Lunghezza: 50,9 km
Dislivello: 390 mt.
Download traccia ex ferrovia Capranica – Civitavecchia
Data escursione: 20/11/2020
Tipo di Percorso: andata